La formazione obbligatoria

LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA

Al fine di tutelare le aziende, i lavoratori e, più in generale, tutta la comunità, lo Stato, sia a livello centrale che a livello regionale, interviene regolamentando l’acquisizione di conoscenze di natura professionalizzante.

Nasce in tal modo quella che viene definita la formazione obbligatoria che definisce i tempi, gli argomenti, i soggetti e gli ambiti di riferimento. Inoltre, poiché il cambiamento delle tecnologie, dei costumi e delle normative è continuo, oltre alla formazione iniziale, lo Stato determina le modalità anche per il suo continuo aggiornamento.

Essa riguarda:

1. La Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (obbligatoria dal momento che vi è un dipendente)

2. Haccp obbligatoria per chi tratta prodotti alimentari

A livello di sicurezza dei lavoratori, un grosso cambiamento ha avuto luogo con il D. Lgs. 81/08 che, intervenendo in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ha riordinato le numerose norme che sono state emesse negli anni in un Testo Unico introducendo anche interessanti novità.

Il Datore di lavoro è il responsabile della formazione dei propri lavoratori che deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico degli stessi. La formazione deve essere sufficiente ed adeguata soprattutto in relazione ai rischi riferiti alle mansioni (danni possibili e conseguenti misure di prevenzione e protezione) ed erogata da persone esperte nel momento in cui si costituisce un rapporto di lavoro, quando si cambiano mansioni o con l’introduzione di nuove tecnologie. Inoltre, per una valutazione dei rischi più efficiente e per un’individuazione migliore di misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione, è obbligatorio, sempre in caso di presenza di più persone (es. anche 2 soci lavoratori o presenza di dipendenti), avere un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) ed un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Per svolgere la funzione di Rspp occorre aver frequentato un corso Rspp, che, se effettuato dal Datore di Lavoro (per i casi particolari vedere il D. Lgs. 81/08), dura almeno 16 ore e fornisce le conoscenze generali e specifiche inerenti il Sistema di prevenzione aziendale. Per mantenere aggiornate le conoscenze sulle nuove tecniche di gestione e sui nuovi rischi (es. rischio stress lavoro correlato) occorre, almeno ogni 5 anni procedere ad un aggiornamento.

Parimenti a prima, per svolgere la funzione di Rls, occorre aver frequentato un corso di 32 ore tale da assicurare adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi. L’aggiornamento deve essere fatto ogni anno e dura 5 ore (8 ore se l’azienda ha più di 50 dipendenti). Solo per tale figura, compiendo una rinuncia, è possibile delegare tale funzione all’Inail che nominerà una persona apposita (Rlst) che periodicamente (1 volta ogni 2-3 anni) vigilerà sull’azienda.

Altri corsi di formazione obbligatoria riguardano l’utilizzo di particolari macchinari ed attrezzature come il montaggio/smontaggio del ponteggio, l’utilizzo della gru, l’uso del carrello elevatore o di macchine movimento terra (es. l’escavatore), la gestione dei lavori in quota etc. La disamina di tali corsi, visto l’oggetto della ns analisi, non è volutamente qui approfondito.

Nel caso in cui in azienda lavorino più persone (es. anche nel caso di collaboratori familiari), in base al D. M. 388/03, occorre frequentare un corso di primo soccorso la cui durata è di 12 o 16 ore (aziende con più di 5 lavoratori e con indice rischio Inail elevato), e di 4 o 6 ore per l’aggiornamento da fare ogni 3 anni. L’obiettivo è acquisire le competenze necessarie per compiere quegli atti (non utilizzo di farmaci o di procedure chirurgiche) che personale non medico può compiere in attesa dell’arrivo e dell’intervento di personale più qualificato.

Il D. M. 10/03/98 ed il D. M. del 05/08/11 regolano il servizio di antincendio. Il corso della durata di 4 ore per il rischio incendio basso e di 8 ore in caso di rischio incendio medio (2 e 5 ore necessarie per l’aggiornamento triennale) fornisce le competenze necessarie per l’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato e di gestione dell’emergenze in caso di incendio.

Oltre che tutelare la sicurezza dei lavoratori, nel caso di esercizio pubblico, il legislatore ha voluto tutelare anche i consumatori prevedendo della formazione obbligatoria per chi tratti prodotti alimentari. In applicazione dei Regolamenti comunitari 852/04 ed 853/04, le Regioni hanno emanato Leggi Regionali e Decreti attuativi. Non potendo essere esaustivi per tutto il territorio italiano, esaminiamo, come esempio, il caso della Toscana che ha regolato il sistema tramite la L. R. 12 maggio 2003, n. 24 e il D.G.R. n. 1388 del 27/12/04.

Il personale che tratta prodotti alimentari viene diviso in base alla responsabilità in Addetto e Responsabile ed in base alle attività che può compiere in semplice (non può manipolare gli alimenti) e complesso.

       

SOGGETTO

     

ORE FORMAZIONE

     

ORE AGGIORNAMENTO

 

Addetto alimentari attività semplici

 

8 ore

 

4 ore ogni 5 anni

 

Addetto alimentari attività complesse

 

12 ore

 

4 ore ogni 5 anni

 

Responsabile del Piano di Autocontrollo di attività alimentari semplici

 

12 ore

 

8 ore ogni 5 anni

 

Responsabile del Piano di Autocontrollo di attività alimentari complesse

 

16 ore

 

8 ore ogni 5 anni

 

Inoltre per chi gestisce prodotti esenti da glutine, sempre con le limitazioni di cui sopra, in base al D.G.R. n. 1036 del 24/10/05, occorre partecipare ad un corso di 8 ore con aggiornamento ogni 5 anni di 4 ore.

Come si può notare la materia è complessa e necessita di ulteriori approfondimenti. Certo è che oggi, nell’Economia della Conoscenza, vi è uno stretto legame tra i processi di conoscenza, innovazione e competitività, sempre più basata sulla ricerca di elementi differenziali immateriali.

Varie esperienze ed analisi dimostrano che gli investimenti in cultura offrono dei rendimenti generalmente maggiori di altri investimenti. Analogamente, a livello d’impresa è ormai provato che il tasso di produttività e di rendimento aumenta con una maggiore formazione dei dipendenti migliorando la salute, la coesione sociale ed il rendimento personale.

Il futuro sarà sempre più segnato da produzione, accumulo e circolazione della conoscenza. Quindi, abituiamoci si da adesso, a non smettere di studiare e di imparare perché queste saranno le vere leve della competitività.

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